Caratteristiche del legno da costruzione

Caratteristiche del legno da costruzione

Dopo anni in cui abbiamo utilizzato prevalentemente calcestruzzo e muratura per l’edilizia, recentemente il legno è tornato in auge e ad oggi è ampiamente utilizzato in edilizia residenziale e non, grazie ad alcune caratteristiche che lo rendono appetibile.

In copertina: Wood House di ken1983, via Shutterstock.

LE CARATTERISTICHE MECCANICHE DEL LEGNO

Le caratteristiche meccaniche del legno variano entro limiti amplissimi, che dipendono dall’essenza, dal peso specifico secco, dal grado d’umidità, dalla direzione delle fibre rispetto alla sollecitazione e dai difetti del legno stesso (nodi, cipollature, ecc.).

Il legno è caratterizzato da una forte ortotropia, dovuta all’orientamento delle fibre dell’elemento: ovviamente le sollecitazioni hanno un effetto molto diverso sul materiale se sono applicate in direzione parallela, ortogonale, o inclinata rispetto alla fibratura stessa.

Le NTC2008 e gli Eurocodici riportano tabelle di resistenza per le diverse tipologie di legname.

La classificazione del legno, in base alla resistenza, può essere effettuata secondo due diversi criteri: “a vista” o “a macchina”. La classificazione del legname a vista richiede personale di elevata esperienza e si basa sul rilievo visivo di volume, anelli, eventuali difetti o nodi. La classificazione a macchina, invece, si basa su criteri oggettivi che prendono in considerazione le reali prestazioni meccaniche dell’elemento. La macchina classificatrice misura quindi, attraverso prove non distruttive statiche o dinamiche, parametri prestazionali, attribuendo automaticamente ad ogni pezzo una classe di resistenza normalizzata evidenziata tramite apposita marcatura.

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COMPORTAMENTO AL FUOCO DEL LEGNO

Il documento normativo nazionale su cui si fonda la valutazione della resistenza al fuoco degli elementi costruttivi è la Circolare del Ministero dell’Interno n. 91 del 14 settembre 1961 elaborata per fabbricati con struttura in acciaio e, nella pratica, estesa anche ad altre tipologie. Per ogni materiale è indispensabile fare chiarezza sulla differenza tra reazione e resistenza al fuoco.

La reazione al fuoco

La reazione al fuoco è il grado di partecipazione di un materiale combustibile al fuoco al quale è sottoposto. In relazione a ciò i materiali sono assegnati alle classi 0,1,2,3,4,5 con l’aumentare della loro partecipazione alla combustione; quelli di classe 0 sono non combustibili, nel caso specifico del legno il valore è di 3 o 4.

La resistenza al fuoco

La resistenza al fuoco è l’attitudine di un elemento da costruzione a conservare per un tempo determinato le proprie caratteristiche di stabilità, tenuta e isolamento termico. Il legno ha una buona resistenza al fuoco. Sottoposto ad un incendio infatti l’elemento in legno brucia formando uno strato esterno carbonizzato che funge da protezione per la parte interna. La velocità con cui lo strato bruciato progredisce si attesta sui 0,7mm/minuto.

L’IGROSCOPICITÀ DEL LEGNO

Altra caratteristica fondamentale del legno è l’igroscopicità. Il legno può contenere acqua in quantità variabili a seconda delle condizioni atmosferiche in cui si trova, in quanto la assorbe e rilascia per raggiungere l’equilibrio igroscopico con l’ambiente.

Un elemento appena segato ha un contenuto d’acqua pari al 30%, mentre contenuti standard sono attorno al 12%. Escursioni accettabili di contenuto d’acqua variano dal 6%, per cui si definisce il legno “anidro”, al 22%, per cui si definisce il legno “verde” o saturo.

Il legno strutturale, prima di essere utilizzato, subisce un processo di stagionatura o essiccazione che lo porta all’umidità media di equilibrio con l’ambiente in cui saranno utilizzati i manufatti. Per esempio un’umidità del 12% rispetto alla massa secca del materiale corrisponde all’equilibrio con un ambiente a 20°C e 65% di umidità relativa.

In base quindi all’ambiente in cui verrà collocato il materiale dovrà subire un processo di stagionatura differente.

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LA VISCOSITÀ DEL LEGNO

Nell’ambito ingegneristico strutturale si definisce poi una ulteriore caratteristica detta viscosità. La viscosità è il fenomeno per cui una struttura, dopo le deformazioni istantanee elastiche, sviluppa deformazioni differite nel tempo, nonostante sia sottoposta a carico costante. Anche il legno, come il calcestruzzo, è soggetto a questa caratteristica che deve essere correttamente valutata in fase di progettazione.

FONTE: architetturaecosostenibile.it